Suor MERLO Tecla

1894 - 1964 Cofondatrice delle Figlie di San Paolo

Teresa Merlo nasce a Castagnito il 20 febbraio 1894 da Ettore e Vincenza Rolando. Teresa, gracile di salute, frequenta le prime tre classi elementari a Castagnito e continua gli studi fino alla quinta elementare privatamente. In seguito i genitori, consapevoli dello stato di salute della figlia, ma anche della necessità di procurarle comunque “un mestiere”, le fanno frequentare la scuola di cucito presso il ritiro della Divina Provvidenza di Alba ed in seguito in un laboratorio di Torino per diventare maestra di ricamo. Ritornata a Castagnito, Teresa apre presso l’abitazione un piccolo laboratorio/scuola di cucito e di ricamo frequentato da diverse allieve, dimostrando uno spiccato spirito imprenditoriale. A casa Merlo non viene solo insegnata un’arte qualificata e sicura, con il lavoro si impara anche a pregare e meditare per i deboli e gli indifesi.

Teresa non passa inosservata nel suo nuovo modo di “fare impresa” e ben presto viene contattata da Don Alberione per gestire un laboratorio di cucito in Alba.

L’elenco delle nuove occupazioni si arricchisce: laboratorio femminile per esterne, rivendita di libri, tipografia e composizione, così come avviene nella tipografia “Piccolo Operato” condotta da giovani compositori e stampatori e futuri uomini dell’apostolato.

In questo clima si formano le prime “Figlie” Angela Boffa e Teresa Merlo che affrontano un intenso e pesante lavoro, unitamente allo studio e all’approfondimento delle tematiche religiose.

Il 29 giugno 1918 Teresa, insieme ad altre Figlie, si consacra pienamente alla vita religiosa assumendo il nome di Suor Tecla in omaggio a Santa Tecla, la Santa missionaria con San Paolo, la cui figura è riprodotta nelle vetrate della chiesa del Divin Maestro di Alba.

Inizia un intenso cammino di lavoro materiale e spirituale che la porta prima a Susa per gestire la ripresa della pubblicazione del settimanale diocesano “La Valsusa”, poi di nuovo ad Alba dove viene nominata Superiora generale. Nel 1923 le Figlie di San Paolo, con le alunne, sono una cinquantina e tutte dedite alla correzione di bozze, piegatura e rilegatura del mensile “Vita Pastorale”, dei settimanali “La Domenica” e “La Buona Parola”, de “Il giornalino” per ragazzi ed ancora di bollettini parrocchiali e libri, il tutto sapientemente stampato dai Paolini.

Sempre precedute dai Paolini e, attraverso la solida pianificazione di Don Alberione, alcune Figlie partono per Roma per una nuova avventura editoriale, prima in un appartamento privato, dopo in una casa colonica fatiscente. Nulla riesce a fermare le giovani Figlie che ottengono, nonostante le iniziali resistenze, il decreto di riconoscimento della nuova congregazione religiosa, firmato il 15 marzo 1928 dal Vescovo di Alba Monsignor Re. Nasce così la “Pia Societas Filiarum S. Pauli” con a capo la Maestra Tecla. La successiva attività di apertura di centri di diffusione delle pubblicazioni Paoline, voluta da Don Alberione e sotto l’attenta programmazione di Suor Tecla, vede la nascita di tremila biblioteche parrocchiali che diffondono la dottrina della Chiesa con il mezzo della stampa.

Argentina, Brasile, Stati Uniti sono le prime tappe dell’evoluzione imprenditoriale sociale oltreoceano. I Paolini e le Figlie, con pari dignità e formazione professionale, iniziano, con pochissimi mezzi a disposizione, la missione della “buona stampa”.

Nei primi anni Suor Tecla segue le Figlie attraverso una corrispondenza regolare esortandole a continuare nel loro difficile cammino e nel 1936 compie il lungo viaggio attraverso l’America meridionale per constatare personalmente le già avviate attività di stampa e divulgazione di giornali e libri. Intanto altre case vengono aperte dai Paolini in Spagna, Polonia, India, Giappone, Filippine.

Nel novembre 1936 Maestra Tecla si trasferisce a Roma impiantandovi la Casa Generalizia seguita dal noviziato e studentato dei corsi di Teologia e Filosofia. Studio e formazione non come fine a sé stessi ma per farsi capire dagli altri, semplicemente e con umiltà.

In pieno conflitto mondiale Maestra Tecla riesce comunque a mantenere una continuità operativa. Appena i tempi lo permisero raggiunge nuovamente le sue suore nei quattro angoli del mondo per seguirle personalmente, manifestare la sua vicinanza, la materna presenza e aiutarle ad individuare le modalità concrete con cui rendersi presenti alle necessità dei singoli Paesi.

Stati Uniti, Canada, Messico, Colombia, Cile, Argentina, Brasile: è proprio in questi viaggi che la Maestra scopre i nuovi strumenti di comunicazione e quindi accetta subito l’invito di Don Alberione di iniziare a lavorare nel campo cinematografico: prima la scelta dei film già esistenti da ridursi in sedici millimetri per le sale parrocchiali, poi la produzione di film religiosi educativi in collaborazione con la Pia Società San Paolo.

Suor Tecla muore ad Albano il 5 febbraio 1964.

Il 22 gennaio 1991 Giovanni Paolo II ne riconosce l’eroicità delle virtù e ne proclamata la venerabilità.

Albesi nella toponomastica

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