Laurea Honoris Causa a Beppe Fenoglio
Il Senato accademico dell'Università di Torino accogliendo la proposta del Centro Studi di Letteratura, Storia, Arte e Cultura "Beppe Fenoglio" o.n.l.u.s., portata avanti dal Prof. Gian Luigi Beccaria, Presidente del Comitato Scientifico del Centro Studi ha conferito, con propria deliberazione, la Laurea honoris causa in Lettere, alla memoria, allo scrittore albese Beppe Fenoglio.
Il conferimento alla memoria di una Laurea è un fatto molto raro, ed è questo a Fenoglio il secondo deliberato dall'Ateneo Torinese.
Dopo il saluto del Rettore, prof. Ezio Pelizzetti, vi è stata la presentazione del Preside della facoltà di Lettere e Filosofia Prof. Massobrio: la laudatio di Beppe Fenoglio è stata tenuta dal prof. Gian Luigi Beccaria e in luogo della lectio doctoralis la figlia Margherita ha tenuto un commosso ricordo di come ha immaginato suo padre non avendo avuto la fortuna di conoscerlo direttamente.
UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI TORINO
CURRICULUM
Beppe Fenoglio
Aula Magna Rettorato - 10 marzo 2005
Scriveva Beppe Fenoglio in una lettera a Calvino: "Circa i dati biografici , è dettaglio che posso sbrigare in un baleno. Nato trent'anni fa ad Alba (1 marzo 1922) - studente (Ginnasio - Liceo, indi Università, ma naturalmente non mi sono laureato) soldato nel Regio e poi partigiano: oggi, purtroppo, uno dei procuratori di una nota ditta enologica. Credo che sia tutto qui. Ti basta, no? Mi chiedi una fotografia. Ora sono sette anni circa che non mi faccio fotografare" (lettera a I. Calvino, Alba 9 febbraio 1952, in Fenoglio Lettere, a cura di L. Bufano, p. 50). Leggiamo nell'intervista a E. Filippo Accrocca, Ritratti su misura, Venezia, Sodalizio del libro, 1960, pp. 180-81: "scrivo per un'infinità di motivi. Per vocazione, anche per continuare un rapporto che un avvenimento e le convenzioni della vita hanno reso altrimenti impossibile, anche per giustificare i miei sedici anni di studi non coronati da laurea, anche per spirito agonistico, anche per restituirmi sensazioni passate; per un'infinità di ragioni insomma. Non certo per divertimento.". Gina Lagorio (in Fenoglio, il Castoro, 1970, p. 8) ricorda che dopo l'esperienza partigiana Fenoglio dovette lavorare: "alla laurea Fenoglio non pensò più; un giorno alla madre che per l'ennesima volta lo esortava a non disperdersi, a finire gli studi, con uno di quei suoi scatti bruschi che non sapevano nascondere a chi lo amava la profonda bontà e l'infinito attaccamento agli affetti essenziali, egli ribatté, accigliato: "Madre, la laurea me la porteranno a casa". Beppe Fenoglio è stato iscritto alla nostra Facoltà negli anni 1940-41, 1941-42, 1942-43. Ha lasciato l'Università nel 1943, quand'è chiamato alle armi. Come risulta dai registri della Segreteria, aveva pagato le tasse sino al 1943, e sostenuto otto esami (salvo geografia, il voto più basso di Fenoglio conoscitore come pochi della lingua inglese, è il 24 in "Lingua e letteratura inglese" col prof. Olivero!). La Facoltà propone che a Beppe Fenoglio, scrittore che già annoveriamo tra i "classici", e certamente tra i massimi del Novecento, venga com'era sua speranza "portata a casa" (post mortem) la laurea in Lettere, a riconoscimento della sua grandezza assoluta.

Foto: Bruno Murialdo










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